
Il nostro podcast gratuito audio/video “Una persona qualunque” racchiude le gesta delle persone “qualunque” alla nascita che hanno creato l’Italia a loro modo o che sono stati coinvolti nel periodo bellico della prima grande guerra mondiale e negli anni immediatamente vicini.
100 nomi conosciuti e sconosciuti che hanno comunque lasciato un graffio su di una pagina della nostra storia.
Rimani aggiornato iscrivendoti al nostro canale Youtube e Spotify visitando il nostro podcast.
Episodi:
I macellai tedeschi

Speciale SERIAL KILLER 4/4
Finiamo questo speciale sui serial killer della prima guerra mondiale, dopo essere stati con Landru in Francia, con Kiss in Ungheria e con Komarov in Russia con un tris inquietante accomunati dalla stessa nazione, i macellai tedeschi. Großmann, Haarmann e Denke erano tre serial killer, erano tutti e tre tedeschi e tutti e tre con manie tragicamente simili e spaventosamente cruenti che gli fecero guadagnare pienamente il modo in cui erano stati etichettati. Carl Großmann, come Karl Denke, non poté mai essere giustiziato, in quanto si impiccò in cella il 5 luglio 1922, prima della data dell’esecuzione, Fritz Haarmann fu decapitato il 15 aprile 1925.

La beffa di Buccari

Dopo quattordici ore di navigazione, alle 22:00 circa del 10 febbraio, i tre MAS iniziarono il loro pericoloso trasferimento dalla zona compresa tra l’isola di Cherso e la costa istriana sino alla baia di Buccari dove, secondo le informazioni dello spionaggio, sostavano unità nemiche sia mercantili che militari. Alle 01:20 i MAS lanciarono i loro siluri; il MAS 95 lanciò un siluro nella zona dello scafo e un siluro al centro del piroscafo 4; il MAS 94 un siluro al centro del piroscafo 2 e al centro del piroscafo 3 mentre il MAS 96 lanciò due siluri nella zona dello scafo del piroscafo 1. Tre bottiglie suggellate dai colori nazionali furono lasciate su galleggianti nella parte più interna della baia di Buccari con, all’interno, un messaggio scritto da D’Annunzio, fatto che dette all’azione l’appellativo di “beffa di Buccari”.


All’origine della Brigata Sassari c’è la storia poco conosciuta di un gruppo di artiglieri sardi che, nel 1914, si ribellò alla boria e agli abusi dei commilitoni continentali, non sempre la storia è quella raccontata nei libri o registrata negli archivi. “Non è possibile, non è possibile” ripeteva incredulo, e quando se ne convinse convocò i suoi ufficiali e disse: “Se è vero, come è vero, che un gruppo di sardi riesce a sbaragliare un reggimento al completo, allora se riusciamo a formare una brigata di soli sardi potremmo vincere qualsiasi guerra”». La Brigata “Sassari” si costituì il 1° marzo 1915 a Tempio Pausania con i Reggimenti di Fanteria 151° e 152° anch’essi di nuova formazione, fu un nucleo embrionale composto interamente di sardi, sia per la truppa che per sottoufficiali e ufficiali.


Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, Bruce fu arruolato nel Royal Warwickshire Regiment come sottotenente e prestò servizio in un’unità di mitragliatrici in Francia. Bruce fu uno dei testimoni di un evento che, per gli appassionati del genere, ancora oggi viene ricordata come la “tregua di natale”. Non dimenticherò quello strano e unico giorno di Natale per niente al mondo… Notai un ufficiale tedesco, una specie di tenente credo, ed essendo io un po’ collezionista gli dissi che avevo perso la testa per alcuni dei suoi bottoni della divisa… Inviato al quartier generale della 34a divisione a Salisbury Plain, sviluppò la sua serie umoristica per Bystander sulla vita nelle trincee, con protagonista “Old Bill”, un soldato brontolone con i caratteristici baffi da tricheco e passamontagna.

La notte di capodanno

Silvestro I° è stato il 33º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica dal 314 fino alla sua morte che è avvenuta il 31 dicembre del 335 a Roma e dalla quale prese il nome anche la notte di capodanno chiamata anche “notte di San Silvestro”. La fine dell’anno porta a bilanci e come poteva mancare il nostro? Abbiamo raccontato le storie di 34 persone (e animali) qualunque quest’anno e ci siamo chiesti, giunti alla fine del nostro primo anno di podcast, dov’erano le persone qualunque nella notte di capodanno di 110 anni fa? Buon anno a tutti i nostri fedeli appassionati e se volete ancora ascoltare storie di pagliacci, attori, soldati e politici del periodo pre e post bellico della grande guerra ci rivediamo martedì prossimo nella seconda stagione di “una persona qualunque”.

La befana fascista

Turati fu l’ideatore, allo scopo di dare visibilità sul territorio ai fasci femminili e all’opera nazionale del dopolavoro, della “Befana fascista”, ordinando alle Federazioni provinciali del Partito Nazionale Fascista di sollecitare commercianti, industriali e agricoltori a donazioni in occasione di tale festa, la cui gestione sarebbe stata curata dalle organizzazioni femminili e giovanili fasciste. Ma dove nasce “la befana”? L’origine è forse connessa a un insieme di riti propiziatori pagani, risalenti al X-VI secolo a.C., in merito ai cicli stagionali legati all’agricoltura, ovvero relativi al raccolto dell’anno trascorso, ormai pronto per rinascere come anno nuovo.

Il monello vagabondo

Charlie Chaplin. I primi passi sul palcoscenico li mosse assieme a sua madre a sette anni quando nel 1896, durante una recita in un teatro di varietà, a causa di un improvviso abbassamento di voce, fu fischiata e costretta ad abbandonare il palcoscenico; l’impresario mandò a sostituirla in scena proprio il piccolo Charlie, che ottenne un discreto successo cantando una canzone popolare dell’epoca. Il personaggio universalmente conosciuto come “Il vagabondo” si definirà pienamente soltanto nell’aprile del 1915, nel pieno della prima guerra mondiale alla quale però, gli Stati Uniti, ancora non vi erano entrati.

Dove tutto ebbe inizio

Da ormai 32 episodi raccontiamo storie più o meno conosciute del periodo storico della prima guerra mondiale, guerra, iniziata ufficialmente quando l’arciduca Francesco Ferdinando erede al trono venne assassinato, assieme alla moglie Sofia, da un terrorista. Tutto iniziò, per l’appunto, quando Ferdinando e Sofia furono uccisi con due colpi di pistola da una persona qualunque, un terrorista serbo che si chiamava Gavrilo Princip. Princip si trovò proprio di fronte alla coppia reale ed esplose due colpi di pistola all’indirizzo delle sue vittime, questa volta colpendole a morte.

Gli angeli di Mons

Arthur Machen, pseudonimo di Arthur Llewelyn Jones è stato uno scrittore gallese, noto soprattutto per i suoi racconti dell’orrore, del fantastico e del soprannaturale. Nel 1914 il nostro scrittore, ispirato dalla guerra, scrisse The Bowman, un racconto dove un soldato evocava grazie a San Giorgio un gruppo di arcieri fantasma della battaglia di Azincourt, avvenuta 500 anni prima, gli angeli di Mons. L’articolo fu pubblicato sul London Evening News il 29 settembre, senza una chiara indicazione che si trattava di un racconto di fantasia e da quel momento Machen, che non aveva mai voluto creare una bufala, perse totalmente il controllo della sua creatura.

Foottit e Chocolat

È difficile pensare ad un clown in tempo di guerra, fa strano immaginarsi questo simbolo dell’allegria costretto ad affrontare uno dei contesti più tragici nei quali può trovarsi un essere umano, eppure, ovviamente, anche i pagliacci subiscono le intemperie della Storia. Dopo aver recitato da solo per un periodo, formò un duo con Rafael Padilla, in arte “Clown Chocolat”, Foottit impersonava il pagliaccio bianco mentre Chocolat il pagliaccio augusto. Durante la prima guerra mondiale, Foottit iniziò a esibirsi insieme ai suoi figli Thomas, George e Harry, per l’esercito francese ma anche lui patì la concorrenza del cinema e dello sport.

Il barone rosso

Quello che per i francesi era le diable rouge e per gli inglesi the Red Baron, nacque il 2 maggio 1892 a Breslavia, capitale della regione della Slesia, nell’Impero Tedesco, ora Polonia. Ebbe il suo primo duello aereo il 1º settembre 1915 contro un apparecchio inglese, e rientrò senza troppi danni e senza alcun successo. Segnò poi la sua prima vittoria nel corso della battaglia della Champagne abbattendo un Farman biposto, che però precipitò dieci chilometri oltre le linee, in territorio alleato, per cui, secondo le regole del tempo, non gli fu accreditato.

Il padre della psicoanalisi

Sigismund Schlomo Freud nacque a Freiberg, Sigismund abbreviò il suo nome in Sigmund, con il quale sarà conosciuto poi da tutti. Generalmente si usa datare la nascita della psicoanalisi con la prima interpretazione di un sogno scritta da Freud, ma arriviamo a come lui vedesse e vivesse la prima guerra mondiale: superata la fase iniziale di entusiasmo per la “voce del cannone”, man mano che giungono le notizie dal fronte e si impone l’evidenza “dell’inutile strage”, si fanno strada tra gli intellettuali il disagio e l’inquietudine non solo per il tempo presente ma anche per il futuro stesso del genere umano.

Jakie e Rin Tin Tin

Albert Marr è sudafricano, Lee Duncan è statunitense e sono due soldati che saranno impiegati nella prima guerra mondiale, rispettivamente nei propri eserciti di appartenenza. In fila tra gli altri uomini che vanno ad arruolarsi c’è un ragazzo di 25 anni, si chiama Albert Marr ma quando si presenta ai suoi superiori non è da solo, il giovane Albert Marr ha una scimmia in braccio. Nello stesso periodo un cane venne trovato da un soldato statunitense, Lee Duncan, in un canile bombardato in Lorena, era l’unico esemplare sopravvissuto insieme alla sorella chiamata poi Nanette, tornato Duncan a Los Angeles con i due cani, Rinty venne ribattezzato “Rin Tin Tin”.

FIAT

Giovanni Agnelli, figlio di Edoardo Agnelli e di Aniceta Frisetti, fu il capostipite della notissima famiglia di imprenditori torinesi, era il nonno del più contemporaneo Gianni Agnelli. Venne avviato alla carriera militare presso l’Accademia militare di Modena, dove conseguì il grado di ufficiale di cavalleria di prim’ordine nel Nizza Cavalleria, ma ben presto avvertì un crescente disinteresse per la vita militare, era infatti attirato dai progressi tecnologici, che a poco a poco, grazie anche alla diffusione delle idee positiviste nell’Europa della Belle Époque, alimentate dai progressi della rivoluzione industriale di matrice anglosassone.

Il volo su Vienna

Natale Palli nel 1918 passò in forza alla 87ª Squadriglia “Serenissima” di stanza all’aeroporto di San Pelagio, prese parte al volo su Vienna insieme al maggiore Gabriele D’Annunzio e per questo fatto venne insignito della Croce di Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia. Il volo era in progettazione da tempo e finalmente, alle 5:30 del 9 agosto dal Campo di Aviazione di San Pelagio nel comune di Due Carrare (PD), partirono gli undici apparecchi, dieci SVA monoposto e uno SVA modificato a due posti, guidato dal capitano Palli, nel quale si trovava D’Annunzio.

Il colpo di Zurigo

Pompeo Aloisi, promosso capo dei servizi segreti della marina durante la Prima Guerra mondiale, si distinguerà nell’occasione del famoso colpo di Zurigo; nonostante inizialmente lo stato italiano tentò di far passare alcuni eventi come sfortunate casualità, anche se si trattava chiaramente di sabotaggi e di spionaggio nemico, la Regia Marina si mise all’opera con il proprio controspionaggio che scoprì una fitta rete di spie che facevano capo al capitano di corvetta austriaco Rudolph Mayer. Rudolph Mayer comprava uomini, soprattutto italiani, con listini da star ed una disponibilità economica quasi illimitata.

Il Garibaldi d’altura

Sul fronte delle più alte vette delle nostre Alpi dove eccelsero i suoi valori di uomo e di soldato, la eco del colonnello Carlo Mazzoli tramandata come leggenda, é ancor viva oggi dopo oltre un secolo trascorso, in quelle popolazioni d’altitudine dove il vento delle grandi montagne che sovrastano, lambendo altissime cime innevate, creste vertiginose, pareti inaccessibili, oscure forre e ghiacciai, continua a spolverare memorie su memorie di eroismi e di umanità profonda.

Benedetto XV

disponibile dal 01/04/2025
Giacomo dalla Chiesa, dopo essere stato ordinato presbitero il 21 dicembre 1878 dal cardinale Raffaele Monaco La Valletta, entrò nell’Accademia dei nobili ecclesiastici per la preparazione alla carriera diplomatica, e successivamente, nel servizio diplomatico della Santa Sede. Dopo quattro mesi da quando era diventato cardinale, il 3 settembre 1914, fu inaspettatamente eletto papa, nonostante l’opposizione dei cardinali curiali e di quelli più intransigenti, assunse il nome pontificale di Benedetto XV. Durante la prima guerra mondiale elaborò diverse proposte di pace.

L’uomo dirigibile

disponibile dal 08/04/2025
Giuseppe Valle si imbarcò come ufficiale di bordo sul dirigibile P.2, impiegato nella guerra di Libia, rimanendovi fino al maggio 1912, nel 1911 durante la guerra ltalo-turca il dirigibile militare N2, ribattezzato appunto per l’occasione P2, effettuò in Libia i primi bombardamenti aerei della storia. Valle assunse poi il comando del dirigibile P.4 della Marina sempre a Campalto fino alla fine del successivo mese di settembre. Alla fine del settembre 1915 il Capitano fu trasferito al Cantiere della Marina di Ferrara per comandare il V.2 da ottobre 1915 a maggio 1916, dal 1º luglio 1916 prese il comando del nuovo dirigibile M.9 dove eseguì la prima ascensione, ma non certo l’ultima.

Il miglior cecchino

disponibile dal 15/04/2025
Francis Pegahmagabow, dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, si offrì volontario per il servizio presso la Canadian Expeditionary Force nell’agosto 1914, nonostante le discriminazioni del governo canadese che inizialmente escludeva le minoranze, infatti Francis era un canadese indigeno. Nell’aprile 1915, Peggy combatté nella seconda battaglia di Ypres, dove i tedeschi usarono il gas per la prima volta sul fronte occidentale e fu durante questa battaglia che iniziò a stabilire una solida reputazione come cecchino ed esploratore, gli fu accreditato di aver ucciso 378 tedeschi e di averne catturato altri 300.

Il calcio in guerra

disponibile dal 22/04/2025
Il 24 maggio 1915 l’Italia entrò ufficialmente nella prima guerra mondiale, dato assodato che ha modificato vite e abitudini di molti, abitudini importanti e anche sicuramente futili se paragonate ad un conflitto mondiale, ed una di queste futili abitudini era indubbiamente quella di seguire il campionato di calcio. Eventi politici di ben più alta levatura investirono, però, la settimana precedente le gare: il Parlamento italiano aveva votato giovedì 20 i pieni poteri al governo, domenica 23 la Commissione Tecnica della FIGC decise l’immediata sospensione del campionato.

Il Vate

Speciale d’ANNUNZIO 1/2
disponibile dal 29/04/2025
Mi risulta veramente difficile, come mai da quando faccio questo podcast, iniziare con la frase tormentone che la contraddistingue ma vorrei che la interpretaste come un omaggio alla sua persona, e quindi dirò che: Gabriele D’Annunzio è una persona qualunque. Se ci seguite da tempo sapete bene che il nostro podcast, quando parla di personaggi altisonanti come D’Annunzio, lascia a voi la libera espressione di informarsi su ciò che ha fatto come scrittore, poeta, drammaturgo, politico, giornalista e simbolo del decadentismo, noi ci occuperemo di lui come quello che fu, anche, come celebre figura della prima guerra mondiale.

Fiume e il fascismo

Speciale d’ANNUNZIO 2/2
disponibile dal 06/05/2025
Nel settembre 1919 d’Annunzio, alleatosi con un gruppo paramilitare, guidò una spedizione di “legionari” per l’occupazione della città di Fiume, che le potenze alleate vincitrici non avevano assegnato all’Italia. Con questo gesto D’Annunzio raggiunse l’apice del processo di edificazione del proprio mito personale e politico perché a Fiume, occupata dalle truppe alleate, già nell’ottobre 1918 si era costituito un Consiglio nazionale che propugnava l’annessione all’Italia, di cui fu nominato presidente Antonio Grossich. Il rapporto con il fascismo è oggetto di un dibattito complesso tra gli storici.

La disfatta di Caporetto

disponibile dal 13/05/2025
Luigi Cadorna divenne capo di Stato maggiore generale nel 1914 e diresse le operazioni del Regio Esercito nella prima guerra mondiale dall’entrata dell’Italia nel conflitto, il 24 maggio 1915, fino alla disfatta di Caporetto. Il vero disastro, infatti, cominciò quando il nemico arrivò a Caporetto da entrambi i lati dell’Isonzo perché poté facilmente aggirare l’intero IV corpo e la mancata risposta delle artiglierie italiane sul fronte è una delle ragioni accertate dello sfondamento e la mancanza di riserve dietro il 4º Corpo d’armata fu senz’altro uno dei motivi principali che contribuirono alla disfatta.

Il Duca della vittoria

disponibile dal 20/05/2025
Armando Diaz la sera dell’8 novembre 1917 fu chiamato con Regio Decreto a sostituire Luigi Cadorna nella carica di capo di Stato Maggiore dell’esercito italiano, egli disse in proposito: «L’arma che sono chiamato a impugnare è spuntata: la rifaremo». Recuperato quello che rimaneva dell’esercito italiano dopo la disfatta, organizzò la resistenza sul fiume Piave e sul monte Grappa, da dove si ricollegava poi al vecchio fronte sull’altopiano di Asiago e nel Trentino meridionale. Il 30 ottobre l’esercito italiano arrivò a Vittorio Veneto, qualche giorno dopo l’Austria-Ungheria capitolò.
